In questo nuovo romanzo noir, non potevo non omaggiare una delle figure leggendarie che hanno scandito la mia infanzia lodigiana, ovvero Paolo Gorini. Una piccola citazione, contenuta nel mio nuovo romanzo, per rendergli omaggio.Buona lettura.
“Avanzai portandomi appresso il borsone da viaggio.
All’interno, avvolti in semplice carta da imballaggio leggera, c’erano alcuni oggetti che avevo deciso di trasferire nella mia casa di montagna.
Il più voluminoso e prezioso era un braccio umano pietrificato, un reperto risalente agli esordi della mia attività. Lo avevo acquistato nei primi anni Novanta da un rigattiere lodigiano che viveva in una cascina nei pressi di Pieve Fissiraga.
Quando non beveva, l’uomo sapeva trattare oggetti anche di pregio e talvolta bizzarri.
L’arto in questione era un preparato tanto macabro quanto insolito, confezionato da Paolo Gorini, scienziato pavese, ma lodigiano d’adozione, che nell’Ottocento aveva compiuto studi di vulcanologia e inventato un processo di pietrificazione dei cadaveri.
Dopodiché, non pago dei risultati, Gorini si era impegnato sul fronte opposto, progettando il primo forno crematorio moderno.
Conservavo gelosamente quel bizzarro manufatto, uno dei tanti che avevo raccolto negli anni e avevo deciso di portarlo in montagna per trovargli una collocazione migliore rispetto a quella abituale. A Milano, infatti, lo tenevo chiuso in una scatola, in un angolo del magazzino.
Se c’era una cosa che mal tolleravo era il non poter esporre tutti i miei oggetti per motivi di spazio. Il non vederli mi privava di quel piacere basilare che stava alla base del collezionismo e per ovviare a tutto ciò avevo pensato di portarne una parte della mia collezione in montagna.
L’ulteriore stranezza di quel pezzo di carne umana reso duro come la roccia era che, dopo un po’ che lo si osservava, si aveva l’impressione che pulsasse, seppur in modo impercettibile, come se in esso fosse tornata a scorrere la vita. Non so se si trattasse di mera suggestione, ma questa cosa lo rendeva ai miei occhi ancora più prezioso di quanto già fosse.”
Tratto da Danza macabra. La prima indagine valtellinese dell’antiquario Adamo Bistolfi, di Ippolito E. Ferrario, disponibile nello store di Amazon