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Un parà in Congo e Yemen

Un parà in Congo e Yemen

Un parà in Congo e Yemen

1965-1968

Robert Muller – Ippolito Edmondo Ferrario

«La strada di ritorno fu lunga e durante la marcia ebbi tutto il tempo per pensare a quello che era appena accaduto. Il Robert del bar Bacco e della musica al juke-box non esisteva più. Di colpo. Quel Robert era sparito un giorno, lungo la Pista degli Elefanti.»

Robert Muller, classe 1942, figlio di un soldato della Wehrmacht e di una donna italiana, nel 1965 parte alla volta del Congo Belga insieme a Girolamo Simonetti.

Catapultati in una realtà cruda e spietata, fatta di massacri tribali, morte e distruzione, diventano presto «fratelli d’armi», entrando a far parte del leggendario gruppo Paras Cobra.

Una volta rientrati in Italia, per Robert in particolare nulla sarebbe stato come prima.

La sola possibilità di sopravvivere è quella di ripartire.

Nel 1968 raggiunge il deserto dello Yemen per combattere a fianco dei ribelli realisti sostenuti dall’Arabia Saudita contro i repubblicani.

Arricchita di nuovi racconti e di un excursus sulle guerre congolesi, la nuova edizione di questo libro-testimonianza porta il lettore nel cuore dei conflitti dimenticati del continente nero e della penisola arabica aprendo uno squarcio su un mondo difficile e complesso, che ancora conosciamo poco e che facciamo fatica a comprendere.

Editore: Ugo Mursia Editore
Collana: Nuove guerre
Anno edizione: 2018
Pagine: 274 p., Brossura
EAN:9 788842559504
Costo: 17,00 euro

Con inserti fotografici

Edizione precedente:

Mercenario

Mercenario

Mercenario

Dal Congo alle Seychelles.
La storia vera di “Chifambausiku” Tullio Moneta

Giorgio Rapanelli – Ippolito Edmondo Ferrario

Per quale motivo ho fatto il mercenario?

Non per denaro, poiché guadagnavo molto bene in un posto di responsabilità in una compagnia commerciale francese che operava in Africa occidentale.

Dopo qualche anno d’Africa sarei stato trasferito a posti di maggiore responsabilità a Manchester, o a Parigi, o negli USA.

E’ stato il mio destino a portarmi in Congo, addestrarmi militarmente con i parà belgi per assecondare il mio spirito di avventura?

Poi, iniziai a combattere con i mercenari. Li definisco così, e in tal maniera mi autodefinisco, solo perché è la definizione comune che ci danno giornalisti e storici, e che la gente conosce.

Il Quinto Commando, in cui ero inquadrato, era comandato da ufficiali britannici, rodesiani e sudafricani. Erano anglosassoni, e la disciplina militare era quella dell’esercito britannico: dura e spietata.

Dopo più di quarant’anni di assoluto silenzio Tullio Moneta, uno dei grandi protagonisti dell’epopea dei mercenari in Congo, torna a parlare di una delle pagine più controverse e dimenticate della storia africana del secolo passato.

Divenuto mercenario quasi per caso, dimostratosi uno dei combattenti più capaci nel celebre Quinto Commando, quello dell’Oca Selvaggia, Tullio è stato anche attore in alcuni film d’azione, consulente militare e l’unico italiano tra gli organizzatori del tentato golpe alle isole Seychelles nel 1981.

In queste pagine Tullio ripercorre con assoluta dovizia una storia di imprese e missioni militari che abbracciano un arco di tempo di quasi vent’anni.

Ippolito Edmondo Ferrario intervista Tullio Moneta

Editore: Lo Scarabeo (Milano)
Collana: Documenti per la storia
Anno edizione: 2013
Pagine: 144 p., ill. , Brossura
24 Pagine di foto b/n e colori
EAN: 9788884781338
Costo: 18,00 euro

Legionario in Algeria

Legionario in Algeria

Legionario in Algeria

Sebastiano Veneziano
A cura di Ippolito Edmondo Ferrario

L’uomo mi guardò con aria seria, dicendomi in un buon italiano: «Cerco uno che mi aiuta nel locale. Sopra ho anche una camera. Lascia stare la Legione. Là si muore o si rimane con le palle tagliate».

Io lo ringraziai dell’offerta, ma gli dissi: «Devo andare in Legione».

L’uomo uscì dal locale, fischiò e arrivò un taxi. Parlò in francese al taxista, gli diede dei franchi e rivolgendosi a me, incavolato, mi disse: «Canard, canard, vai a morire!».

Il taxi mi lasciò davanti all’entrata del mastodontico Fort Saint-Nicolais. Davanti all’entrata vi era una garrita e un Legionario con la tenuta da parata, armato, che stava di guardia. Un sottufficiale era davanti all’entrata della caserma.

Lo guardai, ma non riuscii a dire niente. Il sottufficiale comprese perché fossi lì e mi disse rudemente: «Seguimi!».

Ero arrivato alla Legione Straniera.

Comincia così la vera storia dell’arruolamento nella Legione Straniera Francese di Sebastiano Veneziano, partito dalla Sicilia nel 1957, all’età di ventitre anni, in cerca di avventura.

Seguiranno cinque anni in cui il ragazzo, una volta conquistatosi il Kepi blanc, il cappello simbolo della Legione, vivrà esperienze di vita dure e drammatiche sullo sfondo della guerra d’Algeria.

Queste memorie, scritte a distanza di decenni dai fatti di allora, sono una testimonianza di come fosse la vita nella Legione Straniera Francese di allora, uno dei reparti militari più elitari e decorati al mondo.

Editore: Ugo Mursia Editore
Collana: Testimonianze fra cronaca e storia
Anno edizione: 2010
Pagine: 210 p., ill. , Brossura
EAN: 9788842543145
Costo: 15,00 euro

Mercenari

Mercenari

Mercenari

Gli italiani in Congo nel 1960

Ippolito Edmondo Ferrario
Prefazione di Luciano Lanna

«Non posso dimenticare gli odori dell’Africa, della giungla, i bellissimi fiori della foresta, l’odore dei morti. Solo chi è stato là può comprendere tutto questo».

Giovani, indipendenti, ribelli, coraggiosi: negli anni Sessanta del secolo scorso lasciarono l’Italia per raggiungere l’Africa nera.

Destinazione: l’ex Congo Belga.

Erano mercenari, professionisti della guerra, che seguendo i loro ideali si sono trovati a combattere in un Paese straniero dilaniato al suo interno da un terribile conflitto armato.

Per la loro condizione di soldati di ventura l’opinione pubblica li ha sempre marchiati con l’appellativo di Les Affreux, ovvero gli orrendi, i terribili, e le loro azioni, seppur volte a salvaguardare la vita della popolazione civile, passarono in secondo piano rispetto all’immeritata fama di militari sanguinari senza scrupoli.

Ma chi erano davvero i mercenari italiani agli ordini del colonnello Bob Denard o del maggiore Jean Schramme?

Lungi dall’essere dei semplici professionisti della guerra alla mercè del migliore offerente, i vecchi mercenari, dopo quasi cinquant’anni, si raccontano in queste pagine senza ipocrisia e senza peli sulla lingua, parlando di sé, della propria giovinezza, dei propri sogni che inseguirono imbracciando il fucile sotto il sole africano.

Editore: Ugo Mursia Editore
Collana: Interventi
Seconda edizione: 2009
Pagine: 146 p., Brossura
EAN: 9788842541097
Costo: 15,00 euro

Prima Edizione