Seleziona una pagina
Liguria tra Storia e Leggenda

Liguria tra Storia e Leggenda

Liguria tra storia e leggenda

Invito alla riscoperta della tradizione, del folklore e della gastronomia del Ponente Ligure

Ippolito Edmondo Ferrario

Streghe, marinai, avventurieri, pirati e santi sono gli straordinari protagonisti delle pagine di questo libro dedicato alla Riviera Ligure di Ponente.

Una narrazione serrata, proiettata a ritroso nel tempo, là dove storia e leggenda si fondono sapientemente dando origine ai miti che sono l’anima della Liguria.

Leggende dunque, ma non solo:c’è la Liguria delle Confraternite Religiose, dei riti della tradizione, delle festività religiose di origine pagana e delle ataviche usanze oggi scomparse.

Una Liguria dunque ai più sconosciuta e che sopravvive ancora nel ricordo.Il ricavato della vendita di questo libro servirà a finanziare il progetto “Una strega per un sorriso” attraverso il quale verranno regalati ai bambini ammalati di tumore e alle loro famiglie dei soggiorni nell’incantevole borgo medioevale di Triora, in provincia di Imperia.

Editore: De Ferrari
Collana: Imago
Anno edizione: 2003
Pagine: 310 p., ill.
EAN: 9788871725444
Costo: 34 euro

Milano sotterranea e misteriosa

Milano sotterranea e misteriosa

Milano sotterranea e misteriosa

Ippolito Edmondo Ferrario – Gianluca Padovan

Il libro ”Milano sotterranea e misteriosa” (di Ippolito Edmondo Ferrario e Gianluca Padovan – Mursia Editore), steso a quattro mani da uno scrittore di noir e da uno speleologo, porta alla luce aspetti sconosciuti della metropoli lombarda.

I suoi tanti abitanti insieme ai lavoratori, pendolari e occasionali, gli studenti, i turisti che ogni giorno ne percorrono le strade, ignorano in gran parte la storia millenaria di Milano e quasi del tutto i segreti celati nel suo sottosuolo.

È solo negli ultimi vent’anni , grazie alla passione di alcuni speleologi dello S.C.A.M. (Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano), che si è incominciato ad indagare questo importante patrimonio storico, civile, architettonico, archeologico, capace di aggiornare le conoscenze circa le vicende e le necessità legate alla vita della città e alla sua continua stratificazione.

L’altra anima del libro segue tutti i risvolti che si ricollegano a leggende, ricordi, curiosità.

Questo ricco e inedito documento storico è anche un affascinante viaggio, realmente avvenuto, tra cripte, cunicoli, passaggi, canali, fonti, ricoveri antiaerei…

Si prende avvio dalla fondazione della Milano celtica e delle sue presunte tracce nei sotterranei del Duomo, dove persistono alcuni profondi pozzi e si vocifera dell’esistenza di un lago ipogeo.

Si passa a raccontare il dedalo di cunicoli sottostante il Castello Sforzesco, di cui solo un terzo è stato fino ad oggi esplorato.

Si prosegue lungo il tracciato dei Navigli, in parte ancora percorribili nel sottosuolo, insieme ad altri canali cittadini.

Interessanti le scoperte sulle antiche catacombe venute alla luce durante alcuni scavi negli anni Settanta nella zona di Piazza Vetra, poi scomparsi sotto il cemento e l’asfalto insieme ad un prezioso mosaico databile intorno al IV secolo d. C. raffigurante un ‘Ultima Cena.

Il viaggio prosegue alla ricerca di tunnel e passaggi segreti, da sempre presenti nelle leggende meneghine, nel suolo di diverse chiese milanesi, tra cui Santa Maria delle Grazie.

In altri casi le ricerche dello S.C.A.M. hanno condotto a risultati insperati, come il ritrovamento, nel quartiere di Gorla, di un rarissimo Tempio della Notte presente nel giardino di Villa Ottolenghi-Battyani-Finzi, luogo segreto di riunioni massoniche.

L’ultima tappa è nei numerosi bunker e ricoveri antiaerei costruiti prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, ancora presenti sotto molti palazzi. Il primo ad essere stato esplorato è il vastissimo ricovero della Stazione Centrale.

Sopravvive ancora oggi la leggenda dell’esistenza di un secondo livello, in parte suffragata dal ritrovamento di due accessi, ostruiti dalle macerie all’inizio delle perlustrazioni.

Secondo le dicerie dei senzatetto che un tempo affollavano la stazione, questo sotterraneo più profondo era popolato da strani rettili di ignota provenienza.

Un’altra storia di mistero è legata al bunker antiaereo di via Mecenate, adiacente allo stabilimento Caproni che durante l’ultimo conflitto costruiva velivoli per la Regia Aeronautica.

Risale al 13 giugno 1933 l’avvistamento notturno di un oggetto volante non identificato che precipitò alla periferia di Milano e che, pare, fu recuperato e nascosto per essere studiato per ordine dello stesso Mussolini proprio nelle stanze sotterranee della Caproni.

Queste e molte altre appassionanti vicende fitte di misteri, ricche di storia e di aneddoti curiosi rendono “Milano sotterranea e misteriosa” un volume adatto agli addetti ai lavori così come a un pubblico vasto.

Editore: Ugo Mursia Editore
Anno edizione: 2008
Pagine: 160 p.
EAN: 9788842538905
Costo: 16,00 euro

Il segreto del Castello di Milano

Il segreto del Castello di Milano

Il segreto del Castello di Milano

Gianluca Padovan – Ippolito Edmondo Ferrario

Viaggio dentro i segreti di uno dei monumenti più celebri del capoluogo lombardo seguendo le attività degli esploratori della SCAM (Speleologia Cavità Artificiali Milano) che per primi si sono calati sotto le mura del Castello Sforzesco.

Questo libro, oltre ad essere un appassionante viaggio tra cunicoli, cisterne e passaggi segreti nei sotterranei del Castello di Milano, è un invito a proseguire le ricerche iniziate per giungere a una campagna di scavi che riporti alla luce ciò che ancora giace sepolto.

Editore: Ugo Mursia Editore
Collana: Milano in mano
Anno edizione: 2009
Pagine: 168 p., ill. , Brossura
EAN: 9788842541691
Costo: 18,00 euro

Dalla Scapigliatura al Divisionismo

Dalla Scapigliatura al Divisionismo

Dalla Scapigliatura al Divisionismo

Ippolito Edmondo Ferrario
In ricordo di Edmondo Sacerdoti.

In queste poche righe è mia intenzione evitare le lunghe e noiose dissertazioni alle quali siamo abituati quando si sfoglia un normale catalogo che accompagna una mostra. Potrei cominciare dalle nobili intenzioni che stanno alla base di quest’ennesima esposizione organizzata dalla Galleria Sacerdoti con la quale si apre la stagione 2004 – 2005 o ancora dall’importanza di proporre una così rara e ricercata collezione di pittori Scapigliati e Divisionisti.

Per il momento mettiamo da parte questi bei discorsi; è tempo di raccontare una storia che appartiene alla mia famiglia , una storia di quelle che vengono raccontate di generazione in generazione e che sembrano destinate ad essere dimenticate se non c’è qualcuno che le ricorda e le mantiene vive. Diversi sono i modi per farlo e questo è il mio.

Vorrei cominciare dal sogno di mio nonno e dagli inizi della sua attività di mercante d’arte. Fernando Sacerdoti ,il mio bisnonno, restauratore di una certa fama, aveva il proprio studio nella graziosa via dei Bossi, nel centro di una città, quale Milano, attraversata da un periodo pieno di aspettative e paure. La prima Guerra Mondiale era trascorsa da poco e il nostro paese attraversava un periodo non propriamente felice dal punto di vista economico. Eppure, sembra strano, il mercato dei quadri esisteva ed era vitale. Il giovane Edmondo Sacerdoti crebbe dunque in questo ambiente, in uno studio di restauro frequentato da mercanti, collezionisti, studiosi e soprattutto pittori.

L’ambiente, intriso del profumo dell’olio di lino e dei colori ad olio, certamente lo influenzò non poco. Lo stupore era tanto quando ascoltavo mio nonno che parlava di artisti quali Carlo Carrà e Filippo De Pisis ( così ricordava quest’ultimo:” Lo conobbi nel 37’ a Parigi; un uomo straordinario, con un paio di lauree, colto.Feci conoscere i suoi quadri a Milano”. Dell’artista acquistò un blocco di ben centoventi opere nel 1948 a Parigi per settantamila lire l’una…) o di storici dell’arte quali il Nicodemi , il Somarè , il Malesi , conosciuti da ragazzo; e ancora di Carlo Fornara, di Gottardo Segantini, di Giorgio De Chirico incontrati negli anni Sessanta durante la sua attività.

Tornando però alla prima metà del secolo scorso la storia prosegue con Edmondo appena sedicenne che inizia a vendere i suoi primi quadri ai collezionisti milanesi; si recava a casa dei pittori Leonardo Bazzaro e Giuseppe Solenghi per comprarne le vedute della vecchia Milano che la borghesia dell’epoca tanto amava . Agli anni 30’ risale l’amicizia con Ottavio Fabbri, padre dei due fratelli Giovanni e Dino che diventeranno un punto di riferimento per l’editoria nazionale, e ancora quella con Antonio Mazzotta, padre di Gabriele, attuale presidente della Fondazione Mazzotta; i nomi dei collezionisti conosciuti sono quelli che hanno fatto la storia dell’arte nelle raccolte private : Cartotti, Stramezzi, Jucker.

Nel 1928 Edmondo compie il primo viaggio a Parigi in compagnia dell’amico Tullio Giosi, uno dei più grandi mercanti d’arte italiani scomparso qualche anno fa. In questi anni e nei successivi è anche socio di Massimo Cassani, un altro stimato e competente mercante del tempo .Dieci anni dopo, esattamente nel 1938 Sacerdoti avrebbe incontrato per la prima volta De Chirico .

Eccone il ricordo: “…l’ho conosciuto nel 1938, nella galleria milanese del Milione. Aveva esposto una ventina di quadri. Non ne vendette neanche uno. Era furente. Ricordo che erano quadri bellissimi, dei quali alcuni del periodo metafisico. A mio giudizio De Chirico è più grande di Picasso.Un genio. Ma anche un grande timido, che a volte assumeva atteggiamenti che lo facevano sembrare antipatico. Fece male a rifare i suoi vecchi quadri e, negli anni Sessanta, a diventare mercante di se stesso”.

Giunse la guerra e mio nonno proseguì ininterrottamente la sua attività nonostante i disagi. Nel 1950 aprì la sua galleria d’arte in una delle vie più belle di Milano,via S.Andrea, oggi divenuta dominio dei marchi di moda ,ma allora “strada degli antiquari”; così, in un intervista al Corriere della Sera del 2000 ne ricorda la storia: “C’erano tanti antiquari qui negli anni Cinquanta, assieme a cartolai e botteghe di artigianato; ora solo boutique di moda. A parte qualche eccezione, quello della moda è un pubblico superficiale, che non si ferma neppure a guardare i quadri esposti”.

Presto la galleria si fece conoscere per le continue mostre di pittura antica, moderna e dell’ottocento che permisero a Edmondo di farsi conoscere in Italia , ma anche all’estero.La storia, per certi aspetti, diventa avventurosa. Sacerdoti intravede prospettive di mercato in America Latina e nel 1962 comincia l’epopea dei grandi viaggi che lo portano a conoscere paesi quali il Cile, l’Argentina, il Brasile, l’Uruguay. Proprio durante uno dei soggiorni in Cile Sacerdoti assiste alla caduta del governo Allende ed è costretto a lasciare il paese…questo è uno dei tanti aneddoti che mio nonno amava raccontare.

Ogni viaggio diventa un’occasione per acquistare quadri, molto spesso provenienti dalle collezioni di importanti famiglie di origine italiana trasferitesi nel nuovo continente. Questi dipinti, una volta portati in Italia, venivano venduti ai collezionisti o agli aspiranti mercanti, molti dei quali ancora oggi operanti, che venivano in galleria chiedendo soprattutto opere dell’Ottocento Italiano. Eppure Sacerdoti non badò solo all’attività finanziaria della vendita di quadri e lo dimostrano le decine di cataloghi da lui pubblicati relativi alle esposizioni. Mio nonno amava l’arte, senza distinzioni di epoca, ed è quello che ha sempre dimostrato organizzando mostre non solo con l’intento di vendere, ma anche per offrire al pubblico una pittura di qualità, molto spesso appannaggio dei musei o di pochi collezionisti.

Addirittura molta pittura antica l’acquistò dagli stessi musei americani che a differenza dei nostri partecipavano attivamente con vendite e acquisti al mercato dell’arte. I nomi dei maestri rappresentati nelle sue mostre fanno parte del patrimonio artistico mondiale: Antonio Canal detto Canaletto, Francesco Guardi, Tiziano, Pablo Picasso, Renoir, Kokoshka, Morandi, De Chirico, Segantini, Boldini. Oggi ne rimane un prezioso archivio fatto di cataloghi, testi critici, fotografie, documenti.Un esempio della sua infaticabile opera di “mercante-amatore “, come a mio nonno piaceva definirsi, è l’attuale carteggio inedito del pittore Angelo Morbelli che in parte accompagna il presente catalogo.

Fu acquistato insieme a numerose opere dagli stessi eredi dell’artista e certamente l’acquisizione di un carteggio composto da lettere, appunti, cartoline postali è sintomo di una passione che andava al di là del puro profitto economico.Gli aneddoti sono numerosi… ad esempio nel 1963 il pittore Ardengo Soffici scriveva a Sacerdoti per scusarsi con lui per non aver riconosciuto come suo un quadro dipinto poco tempo prima.

E ancora mio nonno raccontava l’episodio dell’acquisto di un celebre olio di De Chirico, “Rovine greche in una stanza”, appeso alle pareti di un ristorante a New York o ancora quello di una tavola fondo oro del Crivelli comperata direttamente dal Metropolitan Museum di New York.

A questo mi sento in obbligo di riportare alcune sue donazioni benefiche che tutt’ora testimoniano l’amore per il suo lavoro: al museo di Gerusalemme donò un dipinto di Pietro da Cortona, allo stato del Vaticano una veduta di San Pietro firmata Pio Joris e, in tempi più recenti, il capolavoro di Silvestro Lega “Il trasporto dell’ammalata” alla Galleria d’Arte Moderna di Milano. Eppure ,nonostante le centinaia di opere di artisti posseduti ,il nome di mio nonno e della sua galleria resterà sempre legato a quello di Federico Zandomeneghi, l’artista tanto amato e studiato, al quale dedicò ben otto mostre personali, di cui l’ultima nel 2004 presso la Fondazione Mazzotta di Milano.

Mio nonno credette ciecamente nel pittore veneziano, ma di adozione francese, acquistandone le opere, collezionandole e vendendole ai privati che gli chiedevano un artista su cui puntare. Lui stesso divenne il maggiore collezionista di Zandomeneghi al mondo. Al di là dell’indubbio valore artistico, Zandomeneghi oggi è uno dei pochi pittori italiani conosciuti all’estero e con delle quotazioni degne o quasi dei suo “colleghi” impressionisti; questo lo si deve a Sacerdoti.

Non ultima viene la costituzione dell’Associazione Edmondo Sacerdoti per lo Studio ,la Divulgazione e la Tutela delle Opere di Federico Zandomeneghi che mio nonno volle al fine di gestire l’ampio archivio relativo al pittore e alle sue opere, raccolto nel corso di più di cinquant’anni di attività. La necessità di questa ulteriore scelta è stata dettata dall’interesse economico sorto intorno al Venitien e dai pericoli che ne conseguono: falsi ed expertise dietro compenso, cosa che Sacerdoti respinse sempre con fermezza, pena la creazione di un vero e proprio mercato delle autentiche.

Così si pronunciò in merito in più occasioni :”E talvolta non c’è da fidarsi di chi fa le autentiche: non ci sono in giro figure straordinarie come quelle di Federico Zeri o Roberto Longhi! E allora io dico: è il gallerista stesso che deve essere responsabilizzato e certificare l’autenticità dell’opera”.Oggi il suo lavoro, la sua eredità materiale e spirituale è rimasta nella Galleria di Sant’Andrea e continua ad alimentare la passione del sottoscritto e di mia madre Daniela.

E’ dunque con una mostra della massima importanza che vogliamo ricordare Edmondo Sacerdoti e il suo impegno al servizio dell’arte. Sfogliando le pagine del presente catalogo scoprirete capolavori dell’arte italiana, per lo più inediti, che appartengono al nostro comune patrimonio artistico. In una Milano sempre più da “bere”, purtroppo, e desertificata in quanto a iniziative culturali, ad eccezione di pochi esempi, la nostra galleria si pone per i prossimi “cinquant’anni almeno”, questo nelle nostre intenzioni, come punto di riferimento culturale per collezionisti e non.

Crediamo infatti che il migliore modo di ricordare Edmondo è quello di continuare la sua attività sulla stessa strada da lui indicata, adeguandola anche alle nuove esigenze del mercato: dunque tradizione, ma anche multimedialità attraverso l’organizzazione di mostre, eventi, di pubblicazioni e la creazione di un sito internet ricco di testi e informazioni sull’attività svolta dal 1950 . Con oggi un nuovo capitolo della galleria si apre.

Mazzotta editore
Collana: Biblioteca d’arte
Anno edizione: 2004
Pagine: 80 p., ill. , Rilegato
22 tavole a colori
EAN: 9788820217242
Dimensione 23,5 x 27,5 cm
Costo: 25 euro

De Nittis. Impressionista italiano

De Nittis. Impressionista italiano

De Nittis

Impressionista italiano

Ippolito Edmondo Ferrario
Membro del Comitato Scientifico e curatore di schede

Mazzotta Editore
262 pagine
158 tavole a colori
Dimensione: 30 x 24 cm
Costo: 42 euro

Mostra: Roma, Chiostro del Bramante, 13 novemre 2004- 27 febbraio 2005, sotto l’Alto Patrocinato del Presidente della Repubblica