La Valle Argentina ispira la penna noir di Ferrario

La Valle Argentina ispira la penna noir di Ferrario

La Valle Argentina ispira la penna noir di Ferrario…

 

Un immenso grazie alla bravissima Daniela Borghi che stamattina ha illuminato la mia alba milanese (ancora decisamente senza un filo di sole essendo le 6.40) con un bellissimo articolo sulle pagine de La stampa, dedicato al mio banchiere nero Raoul Sforza in trasferta tra Sanremo e la valle Argentina…

 

 

Il banchiere nero vola alto grazie a Gian Paolo Serino

Il banchiere nero vola alto grazie a Gian Paolo Serino

Il banchiere nero vola alto grazie a Gian Paolo Serino

 

Il banchiere nero Raoul Sforza compie cinque anni e Gian Paolo Serino ha voluto farmi il regalo più bello che potessi desiderare per il mio personaggio e per il sottoscritto.

Le sue parole, generose e mai scontate, hanno fatto irruzione in un lunedì mattina uggioso in una Milano distratta, ma Serino era tutto fuorché distratto.

Il tempo dedicatomi è stato tanto e prezioso.

Grazie GiPi, il cielo lasciamolo ai passeri…

Consigli di lettura

#consiglidilettura credo ormai sappiate che quando mi innamoro di un libro ne scrivo decine di volte. Mi è successo con “Il banchiere nero e la bambina scomparsa” di Ippolito Edmondo Ferrario-Scrittore Carlo Frillisecondo me me il miglior giallo noir ad oggi del 2025. Innamorarsi di un libro significa rileggerlo, toccarlo tra le dita, tra le mani come voler far propria una poesia che da sempre si sa a memoria. Ne scriverò spesso perché e’ un libro che indagando un delitto indaga noi stessi. Ambientato a Triora
-uno dei paesi abbarbicati sulle montagne dell’entroterra ligure che non sono vette ma neanche colline- più precipizi a volte di bontà estrema a volte di burroni esistenziali- il romanzo colpisce per la scrittura (una sinfonia di parole con qualche nota stonata) e per la storia che nasconde la storia. Come se fosse verderame o pioggia caduta dal vento della memoria. Una storia sbagliata, ma che rivela come il protagonista-il banchiere nero- abbia molte strane ombre che hanno origini negli anni ’70 durante quegli anni di piombo che adesso sembrano solo il veleno di un’Italia che seppellendo se stessa ha seppellito non solo la verità ma gettato una ombra che un bosco di collina, verderame, non perdona. Perché una bimba non è una bomba in una banca ma lo sporco gioco di uomini di destra e di sinistra sempre pronti a nascondersi nella politica del bene comune. E a noi rimane un sorriso, un mugugno, una specie di sorriso amaro che ci sfiora i pensieri e le labbra ma domani si sa e’ un altro giorno e chi lo sa.
Mi permetto nel primo post di consigliarlo ad amici non solo liguri ma a tutti voi.
Se non Vi piace Vi rimborso il prezzo di copertina

Gian Paolo Serino

 

 

 

Il banchiere nero e la bambina scomparsa

Il banchiere nero e la bambina scomparsa

Pochi giorni all’arrivo in libreria del quinti “capitolo” della saga del banchiere di Milano Raoul Sforza.

Una vicenda cruda, ispirata ad una storia vera, accaduta tra  il 1968 e il 1969 in provincia di Asti.

I diritti d’autore, derivanti dalle vendite del volume verranno devoluti al Centro Aiuto alla Vita A.P.S. Sanremo

 

Sinossi

Liguria, valle Argentina, a pochi chilometri da Sanremo. Tra il 1968 e il 1969 questo incantevole angolo di entroterra diventa lo scenario di un crimine efferato che ha come vittima Maria Teresa Rebaudo, una ragazzina di soli tredici anni, rapita dalla casa degli zii in piena notte a Badalucco.
Della piccola, da quel maledetto 16 dicembre del 1968, si perdono le tracce fino a quando non viene ritrovata morta, dopo otto mesi di prigionia, nel sotterraneo di una casa isolata, a pochi chilometri da Triora, antico borgo divenuto famoso nel tempo per il processo alle streghe svoltosi secoli prima.
Dopo più di cinquant’anni dai fatti di allora, il ritrovamento del cadavere di Osvaldo Russo, originario di Milano, genera una strana inquietudine tra i pochi abitanti di Realdo, frazione di Triora. Le circostanze farebbero pensare ad un suicidio, ma c’è chi non ne è del tutto convinto, al di là della versione ufficiale fornita dalle forze dell’ordine. Costui, già amico del Russo, è Raoul Sforza, meglio conosciuto come il “banchiere nero”, uomo da sempre al centro di scandali e processi, con un passato legato al mondo della destra eversiva. Freddo e calcolatore, cinico e spietato, Sforza si calerà nelle atmosfere suggestive della valle, conducendo un’indagine personale dai risvolti imprevedibili e devastanti.

 

 

 

 

 

 

 

Triora piange il fondatore dell’Albergo Ristorante Colomba d’Oro

Triora piange il fondatore dell’Albergo Ristorante Colomba d’Oro

Triora è stata tantissime cose, sia per il sottoscritto che per tutti coloro che l’hanno vissuta e frequentata negli anni.

Tra di esse non posso non pensare all’amata Colomba d’Oro, un’istituzione per il paese, ma anche un luogo del cuore.

Riporto qui di seguito le parole di Gianni Nicosia e di Luana Bertol per ricordare il fondatore della Colomba D’oro, Silvio Pastor, recentemente scomparso.

Non mancherà ancora occasione per tornare a parlare di Triora prossimamente. Buona lettura.

 

Un ricordo personale:
Il 18 settembre 2024 ci ha lasciati Silvio Pastor, patron de l’Hotel Ristorante “Colomba d’Oro di Triora”, un uomo che ha fatto della sua vita un esempio di visione e determinazione. Originario di Buggio, frazione di Pigna nell’entroterra ligure, Silvio non è stato solo un ristoratore di talento, ma un vero innovatore capace di unire tradizione e modernità con una visione imprenditoriale unica. Ho avuto l’onore di conoscerlo e di lavorare al suo fianco, e da quella esperienza ho imparato l’importanza del “fare”, del creare qualcosa di autentico e del migliorarsi costantemente, non solo come professionista, ma anche come imprenditore. Un esempio vivente di come la passione e l’ambizione possano trasformare un progetto in un’opera duratura. Lavorare al suo fianco mi ha insegnato a guardare oltre la cucina, a capire quanto sia fondamentale costruire qualcosa di concreto. Ho avuto l’onore di lavorare con sua moglie Marta, una cuoca straordinaria con un approccio di perfetto equilibrio tra la cucina popolare tradizionale e l’eleganza della gastronomia francese. In questo triste momento, il mio pensiero va a lei e alle figlie Simona e Sonia a cui rivolgo il mio più sentito abbraccio. I ricordi di Silvio sono tanti, ma ciò che mi resterà sempre impresso sono le sue battute taglienti e ironiche, che spesso nascondevano insegnamenti profondi. Aveva un modo unico di concepire l’imprenditoria legata alla ristorazione: tutto doveva essere radicato nel territorio, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo turistico. Triora è stata il centro della sua visione, e con il suo hotel e ristorante, La Colomba d’Oro, ha creato qualcosa di straordinario a partire dalla metà degli anni ‘60. In un’epoca in cui il turismo locale stava appena muovendo i primi passi, lui già immaginava un futuro dove la ristorazione potesse essere il cuore pulsante dello sviluppo. Tra le tante iniziative di Silvio, una è stata la fondazione insieme ad altri amici Trioresi di una proloco moderna e attrezzata, cha ancora oggi promuove il paese e le sue bellezze.Tanti giovani hanno lavorato alla Colomba d’Oro : per alcuni è stato un’esperienza di pochi mesi, per altri un’avventura durata anni, un ruolo fondamentale anche dal punto di vista sociale. La sua passione per l’ospitalità gli è valsa anche un prestigioso riconoscimento: dal 1978 al 1982, La Colomba d’Oro ha ottenuto la Stella Michelin, un risultato che ha portato lustro non solo alla famiglia Pastor, ma a tutta Triora. Silvio era molto più che un ristoratore; era un uomo che sapeva accogliere con stile e gentilezza. Le sue battute ironiche, il suo inconfondibile maglione nero, il sigaro in bocca (mai sul lavoro), e la sua immancabile presenza durante il Capodanno resteranno impressi nella memoria di chi lo ha conosciuto. Ricordo in particolare come per lui il Capodanno fosse un momento speciale. Vederlo in sala, fiero del lavoro che avevamo svolto, riempie ancora oggi il mio cuore di gioia. La Colomba d’Oro non era solo un ristorante, ma un simbolo di impegno, passione e dedizione. E Triora, grazie a lui, ha potuto vivere un capitolo di crescita e di sviluppo.
Grazie, Silvio, per tutto ciò che ci hai insegnato. Resterai per sempre un esempio di imprenditore con il cuore e la visione.

Gianni Nicosia

All’accorato ricordo di Gianni che condivido e apprezzo per le parole e l’ affetto, unisco il mio di ricordo. Con Silvio sono cresciuta. Con lui ho imparato a lavorare. Non ero a Triora ma a Ventimiglia dove Silvio aveva rilevato un albergo alla marina, Il sole mare e dove mio papà oltre che suo socio era lo chef. Ho lavorato con tante persone iniziando molto presto ma con lui ho imparato il rigore, la puntualità, scherzare e ridere ma stare al mio posto che era quello di giovane apprendista alla vita. Silvio è stato più che un insegnante. Marta in cucina con mio papà, Carla in sala e Anita perfetta segretaria e tanto altro. Una squadra unita con Silvio sempre a capo di tutto. Ho avuto l’ onore e l’ ardire a soli 18 anni, con Augusto mio marito, di avere in gestione la sua Margunaira, un ristorante storico di Ventimiglia e ricordo ancora le sue parole quando decidemmo di lasciarlo per venire a lavorare e vivere a Triora. Avevo 20 anni. Tutto questo è successo prima. Mi disse: a me Triora ha dato tanto ma anche portato via troppo. Non lasciare che accada lo stesso. Negli anni 2000 Simona ha preso in mano l’ albergo e il ristorante e con tenacia ha continuato il lavoro del padre. Problematiche piuttosto difficili da risolvere non hanno lasciato spazio affinché potesse continuare ma l’ impegno in quegli anni è stato pari agli insegnamenti di Silvio, suo padre. La vita ci fa prendere sentieri e strade diverse ma l’ affetto ed il riconoscimento per questo uomo, saranno sempre una parte fondamentale del mio percorso. Grazie Silvio…sempre infinitamente grazie. E a Marta, Simona,Sonia e tutti coloro che l’ anno conosciuto e rispettato va il mio abbraccio più stretto.

Luana Bertol

 

 

Assedio mortale a Milano. La terza indagine del banchiere Raoul Sforza. Comunicato stampa

Assedio mortale a Milano. La terza indagine del banchiere Raoul Sforza. Comunicato stampa

ASSEDIO MORTALE A MILANO

Immigrazione, campi profughi lager, onlus; ma anche intolleranza, razzismo e attentati. Sono molti i temi,  attuali e complessi, messi sul piatto dallo scrittore Ippolito Edmondo Ferrario nel suo ultimo romanzo noir.

Fratelli Frilli Editori

La metropoli meneghina, d’improvviso, viene presa d’assalto e messa sotto assedio da falde violente di extracomunitari che travolgono un’intera città, coinvolgendo  famiglie di immigrati spaventati e inermi di fronte a tanto caos.

Ma cosa sta succedendo a Milano?

Solo un uomo, Raoul Sforza, noto banchiere conosciuto per la sua irritante schiettezza e indifferenza verso il genere umano, può rimettere le cose in ordine.

Le istituzioni preposte hanno perso il controllo della città o, più facilmente, non lo hanno mai avuto?

L’opera tratta del tema dell’immigrazione nella sua interezza, partendo dal difficile e doloroso viaggio intrapreso da Morathi, un ragazzino eritreo di 12 anni, e dalla sua famiglia, fuggiti dal loro Paese di origine alla ricerca di un luogo migliore in cui vivere, l’Europa.

La storia comincia in un campo profughi libico e descrive dapprima le atroci violenze subite all’interno dei campi di detenzione, prosegue con il lungo viaggio della speranza, fino all’arrivo sulle coste italiane.

Uno dopo l’altro vengono narrati, in modo molto approfondito e realistico, gli avvenimenti in una lunga sequenza di abusi che sembrano non avere mai fine, perfino al loro arrivo in Italia quando il peggio sembrava fosse stato lasciato alle spalle.

La destinazione finale del viaggio è la metropoli meneghina luogo in cui, la vita del ragazzino, viene nuovamente sconvolta fino a quando il suo destino non si intreccia con quella di  Amadi Babatunde, primo nigeriano a divenire agente di Polizia Straniera Locale del capoluogo lombardo.

Nel frattempo, un’ondata migratoria senza precedenti assedia i centri di prima accoglienza, creando a catena numerosi spostamenti verso la metropoli e, mentre i milanesi e le istituzioni soccombono al caos, l’ambigua e controversa figura del banchiere Raoul Sforza sembra essere l’unica in grado di arginare il fenomeno. Privo di ogni morale e dal passato oscuro legato agli Anni di Piombo, il banchiere è la figura chiave della vicenda.

Il sindaco Enrico Villa, carismatico leader del movimento sovranista Libertà di Popolo, detto “il Bomber” (il cannoniere che non sbaglia mai un colpo), è vittima di un oscuro ricatto e, nelle mani dello Sforza, sembra quasi un agnellino in attesa di essere divorato dal lupo.

Poteri forti lanciano la loro sfida tramando vendetta nei confronti del sindaco e, cosa ancora più ardita, dell’unico uomo che può davvero sconfiggerli fino a schiacciarli con ogni mezzo: il banchiere nero.

Assedio Mortale a Milano, F.lli Frilli Editori, è disponibile in tutte le librerie d’Italia a € 18,90 e nei principali store digitali. Pagg. 448. Collana SuperNoir Bross Isnb 9788869436802

Ippolito Edmondo Ferrario, classe 1976, è uno scrittore milanese. Si è occupato dello studio e della divulgazione della Milano sotterranea attraverso numerosi saggi. Ha scritto libri sull’epopea dei mercenari italiani nelle guerre post-coloniali e biografie inerenti agli anni di piombo. Ha pubblicato per Ugo Mursia Editore, Castelvecchi Editore, Newton Compton Editori, Ritter e Ferrogallico. Con Il banchiere di Milano (Fratelli Frilli Editori, 2021), seguito da I diavoli di Bargagli (Fratelli Frilli Editori, 2022) ha dato vita al personaggio seriale del “banchiere nero” Raoul Sforza qui alla sua terza indagine. Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato: Il pietrificatore di Triora (2006), Triora. Il paese delle streghe. Storia, itinerari, curiosità, gastronomia (con Elisabetta Colombo, 2007), Il collezionista di Apricale (2007), Le notti gotiche di Triora (2009), Ultimo tango a Milano (2018) e La Gorgone di Milano (2019) scritto a quattro mani con Gianluca Padovan.

Per interviste all’autore e invio immagini in alta definizione:

 

Ufficio Stampa Ippolito Edmondo Ferrario

 

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