Presentazione genovese per il banchiere nero alla Libreria Mondadori- Giovedì 20 novembre 2025

Presentazione genovese per il banchiere nero alla Libreria Mondadori- Giovedì 20 novembre 2025

Presentazione del romanzo Il banchiere nero e la bambina scomparsa di Ippolito Edmondo Ferrario

Giovedì 20 novembre, ore 17.00 – Libreria Mondadori, Via XX Settembre 27 r, Genova
Modera Simona Cappelli (Ufficio Stampa Fratelli Frilli Editori)

Un cold case ispirato a una vicenda reale che sconvolse l’Italia, tra i segreti della Valle Argentina e le ombre della memoria.

La Libreria Mondadori di via XX Settembre a Genova ospita giovedì 20 novembre alle ore 17.00 la presentazione del nuovo romanzo di Ippolito Edmondo FerrarioIl banchiere nero e la bambina scomparsa, edito da Fratelli Frilli Editori.
All’incontro sarà presente l’autore; modera Simona Cappelli, responsabile dell’Ufficio Stampa della casa editrice genovese.

Dopo il successo delle precedenti opere dedicate al “banchiere nero” Raoul Sforza, Ferrario torna con un noir intenso e inquietante, ambientato tra Triora, il leggendario “paese delle streghe” dove si tenne nel 1587 il più grande processo per stregoneria in Italia, la Valle Argentina e la città di Sanremo, crocevia di contrasti, luci e ombre del Ponente ligure.

Al centro della trama, un caso irrisolto: il rapimento e l’uccisione di una bambina, avvenuti decenni prima e mai chiariti del tutto. Sarà il banchiere Raoul Sforza, figura affascinante e controversa che si muove sul sottile confine tra giustizia e vendetta, a decidere di riaprire il caso, indagando fra silenzi, omertà e memorie che nessuno vorrebbe riportare alla luce.

Il romanzo trae ispirazione da un fatto di cronaca realmente accaduto: il rapimento e l’omicidio di Maria Teresa Novara, avvenuto a Canale d’Asti nel 1968.

Una storia che allora sconvolse l’Italia intera e che si concluse con un solo arresto e una sola condanna, mentre coloro che abusarono della bambina e che materialmente la uccisero non vennero mai identificati, nonostante i tenaci tentativi del giudice Mario Bozzola, che fino alla fine dei suoi giorni non si arrese di fronte al muro di omertà.
Ferrario rielabora questo drammatico episodio in chiave narrativa, restituendo tutta la sua forza emotiva e dedicando idealmente il romanzo proprio al coraggioso magistrato, simbolo di integrità e ricerca della verità.

Con uno stile asciutto e preciso, l’autore intreccia storia, cronaca e tradizione popolare, trasformando la Valle Argentina, Triora e Sanremo in scenari ricchi di suggestioni, dove il confine tra realtà e mito diventa labile.
Il banchiere nero e la bambina scomparsa non si limita a intrattenere: invita a riflettere sul peso della memoria collettivae sul modo in cui i fantasmi del passato continuano a influenzare il presente.

Il romanzo è accompagnato da una postfazione del giornalista e scrittore Marco Vallarino e si distingue anche per il suo valore etico: i diritti d’autore saranno devoluti al Centro Aiuto alla Vita A.P.S. di Sanremo, a sostegno di un importante progetto sociale.

 

Il banchiere nero e la bambina scomparsa recensito da Nancy Citro per le pagine di Satisfiction

Il banchiere nero e la bambina scomparsa recensito da Nancy Citro per le pagine di Satisfiction

Con immenso piacere ripropongo qui di seguito la bellissima recensione che la puntuale Nancy Citro ha dedicato, oggi 20 ottobre 2025, dalle pagine della prestigiosa rivista di critica letteraria Satisfiction a “Il banchiere nero e la bambina scomparsa”.

Una recensione che va al di là degli schemi e che è una discesa nel libro stesso, negli orrori (veri) descritti pagina dopo pagina, fino alla fine, senza sconti.

Ippolito Edmondo Ferrario anteprima. Il banchiere nero e la bambina scomparsa

Liguria, valle Argentina.
Una lingua di terra che si arrampica dal mare e poi si ripiega su sé stessa.
Era il 1968, l’anno in cui la luce tentò di farsi rivoluzione — ma nella valle, invece, discese un’ombra antica. Il mare, lontano, respirava placido, ignaro delle tempeste che presto ne avrebbero increspato la quiete.

Il 16 dicembre, una nota dissonante spezza la melodia che sale dall’entroterra: una bambina strappata al sonno in una notte senza sogni, consegnata al silenzio. Scompare. E da quel momento il tempo si ferma. Otto mesi dopo, la terra restituisce il suo corpo, a pochi chilometri da Triora — il borgo che porta inciso nel nome l’eco di streghe e processi, di fuochi e sussurri. Un’eco rimbomba nel vuoto lasciato dalla mancanza definitiva.

Cinquant’anni più tardi, la valle riapre i suoi occhi di pietra. Il corpo di Osvaldo Russo affiora dal silenzio, privo di vita. Ancora una volta, una nota stonata. Ancora una volta, un mormorio che si gonfia fino a gridare contro l’ipotesi di suicidio.

A indagare è Raoul Sforza, detto il banchiere nero. Freddo, spietato, discende nella valle come dentro un sogno saturo, dove ogni passo affonda nella memoria e nell’ombra. Tra segreti e ferite antiche, segue le tracce di un delitto mai davvero sepolto.
Le colline respirano. I morti osservano.
E la verità lo attende — non come luce, ma come un’ombra che si dissolve appena la notte scompare. Una musica antica continua a vibrare tra i monti, in attesa che qualcuno la riconosca.
Questa è una valle che non ha ancora imparato a morire.

Con questo romanzo, Ippolito Edmondo Ferrario (Fratelli Frilli Editori, 300 pagine, €18,90) scrive una storia fatta di ombre e di respiri trattenuti. Non un semplice noir, ma un affondo nella carne viva della realtà — là dove la verità pesa più della fantasia. Una storia nata da una ferita vera: e da quella ferita scaturisce un’angoscia che nessun artificio narrativo potrebbe imitare.

Vediamo il letto vuoto, il silenzio che lo fascia come una coltre. Le case immerse nel buio sembrano custodire un segreto troppo grande per essere detto. La deformità dell’animo umano si specchia nei nostri incubi più antichi, nei luoghi dove la paura ha preso casa. Siamo in quella stanza, di notte.
Fuori, una calma irreale accompagna l’ultimo sonno di una bambina che resterà per sempre bambina.

È nella memoria collettiva — fragile, intermittente, smarrita — che si misura la civiltà di un popolo.
Questo romanzo è una forma di redenzione: un tentativo di riaprire una porta serrata dal tempo, di lasciar uscire i fantasmi che ancora ci abitano. Ferrario li guarda con pietà, li rende umani.
Perché l’uomo, nel suo abisso, è infinitamente più devastante di ciò che teme.

Nancy Citro

Il Secolo XIX torna a puntare i riflettori sul banchiere nero

Il Secolo XIX torna a puntare i riflettori sul banchiere nero

Il Secolo XIX torna a puntare i riflettori sul banchiere nero
Ieri, sul Secolo XIX, anche il bravissimo Angelo Boselli non è rimasto indifferente al fascino del banchiere nero in trasferta a Triora e ne ha parlato sulle pagine del quotidiano.
Un immenso grazie da me e da Carlo Frilli per lo spazio dedicatoci e un grazie non per questo meno sentito all’amico Marco Vallarino, giornalista e scrittore di lungo corso, che ha contributo a impreziosire il mio romanzo con una puntualissima postfazione.
I diritti d’autore saranno devoluti al Centro Aiuto alla Vita a.p.s. Sanremo, realtà importante del territorio che i occupa di mamme e di future madri in difficoltà.
Buona lettura a tutti!
La Valle Argentina ispira la penna noir di Ferrario

La Valle Argentina ispira la penna noir di Ferrario

La Valle Argentina ispira la penna noir di Ferrario…

 

Un immenso grazie alla bravissima Daniela Borghi che stamattina ha illuminato la mia alba milanese (ancora decisamente senza un filo di sole essendo le 6.40) con un bellissimo articolo sulle pagine de La stampa, dedicato al mio banchiere nero Raoul Sforza in trasferta tra Sanremo e la valle Argentina…

 

 

Il banchiere nero e la bambina scomparsa recensito da Nancy Citro per le pagine di Satisfiction

Il banchiere nero e la bambina scomparsa

Pochi giorni all’arrivo in libreria del quinti “capitolo” della saga del banchiere di Milano Raoul Sforza.

Una vicenda cruda, ispirata ad una storia vera, accaduta tra  il 1968 e il 1969 in provincia di Asti.

I diritti d’autore, derivanti dalle vendite del volume verranno devoluti al Centro Aiuto alla Vita A.P.S. Sanremo

 

Sinossi

Liguria, valle Argentina, a pochi chilometri da Sanremo. Tra il 1968 e il 1969 questo incantevole angolo di entroterra diventa lo scenario di un crimine efferato che ha come vittima Maria Teresa Rebaudo, una ragazzina di soli tredici anni, rapita dalla casa degli zii in piena notte a Badalucco.
Della piccola, da quel maledetto 16 dicembre del 1968, si perdono le tracce fino a quando non viene ritrovata morta, dopo otto mesi di prigionia, nel sotterraneo di una casa isolata, a pochi chilometri da Triora, antico borgo divenuto famoso nel tempo per il processo alle streghe svoltosi secoli prima.
Dopo più di cinquant’anni dai fatti di allora, il ritrovamento del cadavere di Osvaldo Russo, originario di Milano, genera una strana inquietudine tra i pochi abitanti di Realdo, frazione di Triora. Le circostanze farebbero pensare ad un suicidio, ma c’è chi non ne è del tutto convinto, al di là della versione ufficiale fornita dalle forze dell’ordine. Costui, già amico del Russo, è Raoul Sforza, meglio conosciuto come il “banchiere nero”, uomo da sempre al centro di scandali e processi, con un passato legato al mondo della destra eversiva. Freddo e calcolatore, cinico e spietato, Sforza si calerà nelle atmosfere suggestive della valle, conducendo un’indagine personale dai risvolti imprevedibili e devastanti.